Dagli scarti all’energia pulita: l'agricoltura produce biometano

A Faenza, il gruppo vinicolo Caviro inaugura un grande impianto per produzione di biocarburante

Luglio 30, 2019

Dal vino al gas. È questa la ricetta della azienda Caviro Extra, parte integrante del grande gruppo vinicolo emiliano della Caviro, che ha attivato un grande impianto nei pressi di Faenza: il primo in Italia nel quale i sottoprodotti della distillazione e i reflui provenienti da allevamenti locali o dall'industria dolciaria verranno utilizzati per produrre biogas, che un ulteriore processo di depurazione trasformerà in biometano, in “biocarburante avanzato”. Nel meccanismo entrano in gioco solo gli scarti, nient'altro: e quindi la produzione industriale non sottrae spazio o risorse a quella agricola; anzi, agricoltura e industria convivono con profitto.

Produrre carburante dagli scarti

In effetti, l'impianto esisteva già; o meglio, un precedente impianto era utilizzato esclusivamente per la prima fase: per la produzione di biogas, sempre attraverso la digestione anaerobica. Però, il biogas a sua volta serviva per la produzione di energia elettrica. La svolta, possibile grazie a una opportuna operazione di riconversione della struttura, è quella della produzione di biometano: che verrà poi immesso immesso nella rete nazionale della Snam, per alimentare i distributori dedicati al rifornimento degli autoveicoli che viaggiano per l'appunto a metano. Una volta a regime, produrrà annualmente 12 milioni di metri cubi di gas: un quantitativo sufficiente per 18.000 autovetture.

Tutti i vantaggi del biometano

Il presidente del Consorzio italiano biogas, Piero Gattoni, nel corso della cerimonia di inaugurazione ha dichiarato: “l'immissione in rete del primo metro cubo di gas rinnovabile di origine agro-industriale è un momento storico per tutta l'agricoltura italiana”. E ha espresso l'auspicio che l'esempio virtuoso offerto dalla Caviro possa essere seguito presto da altre aziende: “è un prototipo vincente per rafforzare la competitività del settore agroindustriale e per contribuire alla decarbonizzazione del settore energetico favorendo, al contempo, la tutela ambientale.”

Impatto ambientale zero

Il biometano, infatti, è ancora meno inquinante del gas naturale: è più puro, è privo di idrocarburi di origine fossile. Inoltre, la Caviro Extra sta già studiando nuove metodiche per ridurre ulteriormente l'impatto ambientale della propria produzione. Innanzitutto, la stessa anidride carbonica, in ogni caso generata nel processo di trasformazione anaerobica, non verrà immessa nell'atmosfera ma verrà anch'essa riutilizzata (da un'azienda specializzata); in più, i residui di questo processo di digestione, ricchi di sostanze organiche, verranno utilizzati come fertilizzante: così da arrivare a uno smaltimento completo, dopo aver prodotto energia pulita.