SEAT, metano elemento strategico per la mobilità sostenibile

Il gas naturale è un’energia propulsiva per i trasporti di lungo raggio su gomma. Ma anche il trasporto privato si sta organizzando per usare sempre di più il metano

Luglio 29, 2019

I produttori di automobili destinate ai clienti privati stanno puntando sul gas naturale come alternativa ai combustibili tradizionali (benzina e diesel). Il metano contribuisce all’abbattimento di emissioni di CO2 e di polveri sottili. SEAT, marchio del Gruppo Volkswagen, ha deciso di puntare molto su questa energia propulsiva e ha progettato e costruito autovetture che nascono proprio per andare a gas. Con l’ingegnere Pierantonio Vianello, Direttore SEAT Italia, scopriamo come funzionano queste automobili alimentate a metano.

Come nasce il progetto di un motore a gas per le auto private?

Innanzitutto, per noi gas significa metano, una tecnologia che rappresenta senz’altro una scelta strategica. L’idea nasce proprio delineando una “road map” verso la mobilità sostenibile che porterà il nostro Gruppo a diffonderel’auto completamente elettrica e che prevede anchelo spazio per la tecnologia a metano; peraltro, noi non la consideriamo una tecnologia “ponte”, a tempo determinato, poiché crediamo che possa durare nel tempo. Questa scelta nasce dalla volontà di rendere accessibile la mobilità sostenibile alle persone. In questo momento, la mobilità elettrica ha una quota di mercato molto bassa e dei prezzi di accesso non per tutti: comprare una delle nostre auto alimentate a metano permette, invece, di risparmiare molto denaro, soprattutto a lungo termine, in quanto presenta un costo di acquisto analogo a quello di modelli diesel o a benzina, ma costi di esercizio molto più bassi. Inoltre, sempre in merito alla nostra road map verso la mobilità sostenibile, stiamo mettendo in pratica alcuni progetti che prevedono l’utilizzo del biometano. Stiamo già sperimentando nel nostro Paese di origine, la Spagna, alcune applicazioni in cui le automobili si muovono con un’alimentazione a biometano.

Cosa possiamo dire agli automobilisti che vogliono sapere se le prestazioni di un’auto a metano sono per lo meno le stesse, se non migliori, di quelle che vanno a benzina o con i gasoli di ultima generazione?

Faccio una premessa: i nostri modelli TGI a metano nascono per essere alimentati con questa tecnologia, non si tratta in nessun caso di adattamenti successivi. Quindi tutte le prestazioni, anche a livello di omologazione, sono state progettate affinché siano rispettati tutti i canoni sia nell’alimentazione a benzina, sia in quella a metano. Un altro punto di forza, poi, è legato al fatto che i nostri motori a metano partono, come base, da motori benzina sovralimentati; un propulsore turbo benzina permette di avere la “coppia” del diesel, cioè molto elevata anche a bassi regimi, cosa molto apprezzata nell’utilizzo urbano perché l’erogazione della potenza risulta equiparabile a quella di un motore diesel, mentre l’allungo spiccato, tipico di un motore a benzina, contribuisce a incrementare ulteriormente il livello delle prestazioni, tant’è che in alcuni test condotti da riviste internazionali è emerso il fatto che non solo non vi è differenza tra l’automobile che va a benzina e quella che va a metano ma, anzi, rispetto ad alcuni parametri, il motore a metano ha una prestazione superiore. Se poi, oltre alle prestazioni,consideriamo il tema delle emissioni di CO2, riscontriamo che i valori per un’auto a metano sono paragonabili, se non addirittura inferiori, a quelli di un’auto ibrida. Quindi, includendo nel ventaglio delle prestazioni anche quelle relative al tema dell’impatto ecologico, possiamo senz’altro concludere che il metano offre tutte le caratteristiche e le performance di cui un automobilista ha bisogno.

Queste automobili sono bifuel, cioè metano/benzina?

No, le nostre vetture sono monofuel, quindi alimentate principalmente e per impostazione predefinita a metano. Detto ciò, sono dotate anche di un piccolo serbatoio di benzina che si attiva automaticamente solo nel caso in cui finisca la riserva di metano,oppure in fase di avviamento del motore in presenza di temperature estremamente rigide (sotto i -10° C), per poi passare subito in automatico all’alimentazione a metano.

Altro argomento di interesse è senz’altro la sicurezza dei veicoli a metano…

Sono d’accordo con i consumatori che chiedono chiarezza, specie su un tema come questo. È necessario fare una distinzione tra gli impianti a metano post montati sulle vetture e quelli installati in origine, cioè sistemati su autovetture progettate su pianali che prevedono anche la propulsione a metano. La nostra gamma a metano appartiene a questa seconda tipologia, quindi queste auto sono dotate di un sistema molto complesso di serbatoi progettati per rispettare tutte le prove di “crash” per le quali abbiamo ottenuto il riconoscimento “5 stelle” EuroNCAP. E, ripeto, questo si verifica perché le nostre automobili sono progettate per la propulsione a metano.

Riguardo agli altri vincoli che riguardano i veicoli a gas, tipo il parcheggio in luoghi chiusi: ne sono soggette anche queste vostre autovetture?

Le regole e i vincoli esistenti in tema di parcheggi in luoghi chiusi, come ad esempio condomini, parcheggi interrati o navi, riguardano solo il GPL, non il metano. Il metano è ritenuto un carburante sicuro anche per il sistema dei serbatoi di cui si avvale, che hanno delle caratteristiche particolari: sono progettati, realizzati e certificati in linea con i più severi standard del settore e sono, inoltre, provvisti di una valvola di sicurezza che, nella remota eventualità di un incendio, rilascerebbe in maniera controllata il gas all’esterno, salvaguardando così la vettura. Infine, i componenti sono stati testati per sopportare anche condizioni estreme: il serbatoio raggiunge una pressione massima di circa 200 bar, ma è stato progettato per resistere a oltre il doppio.

Quanto si risparmia con le vetture a metano?

Il risparmio c’è, e“tocca” varie voci di un bilancio familiare: intanto in alcune regioni italiane, come Lombardia e Piemonte, le vetture a metano monofuel beneficiano dell’esenzione del pagamento del bollo al 100% e in tutte le altre, secondo la normativa nazionale, questo beneficio è del 75%. E questo è un primo risparmio. Per quanto riguarda il costo/carburante, penso di poter dire che in questo momento non esista alcun tipo di propulsione, neanche quella elettrica, che possa garantire i costi bassi di mobilità del metano. Il dato è circa 100 chilometri con 3,5 euro per le utilitarie, e circa 4,5 euro per gli altri modelli. E, volendomi allacciare al tema ecologico e alla mobilità sostenibile, possiamo dire che “meno spendi, meno consumi e quindi meno inquini”.

Adesso veniamo ai costi di manutenzione…

Poiché i nostri motori sono stati progettati, e non adattati, ad andarea metano, tutti gli elementi che compongono il motore sono anch’essi costruiti per il metano. Il problema dei costi di manutenzione è tipico dei motori che sono stati adattati in un secondo tempo ad avere un motore a metano. Per noi non esiste il minimo problema per il cambio di alimentazione e la “manutenzione programmata”delle nostre vetture è assimilabile a quella che si ha per gli altri motori endotermici come quelli diesel o benzina. Vede, per noi il metano è una risorsa strategica, un nostro asset fondamentale. I nostri“metanisti” non hanno solo auto dalle prestazioni ottimali ma, riguardo alla manutenzione, non devono sostenere costi aggiuntivi rispetto agli automobilisti che vanno a benzina o diesel.

Riguardo alla maggiore disponibilità e facilità di trovare distributori di metano, avete in mente qualche iniziativa?

Secondo le statistiche, in questo momento l’Italia è il Paese europeo dove l’infrastruttura per il rifornimento di metano è più capillare, con oltre 1.300 distributori. L’unica regione in cui questa risorsa rimane un problema è la Sardegna alla quale, come è noto, ilmetano non arriva ancora nelle case. Per quanto riguarda le città, ci sono anche delle app che aiutano a individuare quei distributori che, oltre alla benzina e al diesel, erogano anche il metano. Inoltre, poiché molti distributori di benzina e diesel sono stati spostati dai centri delle città in aree limitrofe per motivi di sicurezza, acquisiremo tutti l’abitudine a recarci in questi posti dove, quindi, troveremo anche il metano.Un punto sul quale spingiamo molto è, invece, il self service che “copre” il fabbisogno nei fine settimana e di notte.

E, in questo senso, avete avviato azioni concrete con le aziende distributrici e con gli Enti locali?

Noi, come SEAT, S.A., abbiamo firmato un Memorandum di intesa con Snam con valenza non solo italiana ma europea e internazionale, che si sta sviluppando attraverso un dialogo costante. E stiamo dialogando con le Istituzioni per la diffusione degli impianti self service che sono la maggioranza in paesi come Francia, Germania, Olanda e Spagna, dove il metano è molto diffuso. In Italia non si potevano avere fino a poco tempo fa, per un decreto del 2002 che, però, è stato modificato con il Decreto del 12 marzo 2019,e quindi bisogna fare in modo che se ne acceleri l’attuazione. Ricordo che la sperimentazione, peraltro, è già iniziata con successo nella provincia autonoma di Bolzano attraverso una nostra iniziativa. Riguardo alla capillarità, abbiamo intrapreso anche altre iniziative: la prima è stata presentata a Monza, sempre in collaborazione con Snam, e consiste nell’avere un piccolo distributore dove fare rifornimento di metano nel piazzale della propria azienda. E questo potrebbe essere replicato perfino nel garage di casa propria, dove il metano arriva già ed è comunemente utilizzato in cucina. Così vogliamo rendere comprensibile quanto questo approvvigionamento possa essere fatto in sicurezza. Certo con le aziende è più facile realizzare queste iniziative, ma noi ci stiamo dando da fare in entrambe le direzioni...

Avete pensato a introdurre le auto a metano, insieme a quelle elettriche, nei carsharing in città?

Stiamo sperimentando diverse applicazioni in Spagna, dove alcune nostre auto vanno a biometano che, per esempio a Barcellona, proviene dai rifiuti organici. La nostra idea è quella di legare un servizio al cittadino con ulteriori elementi di mobilità sostenibile. Una delle mission di SEAT, all’interno del Gruppo Volkswagen, è proprio centrata sull’asset strategico del metano e, oltre a progettare e produrre auto che vanno con questa energia propulsiva, abbiamo guardato avanti e sviluppato ulteriori applicazioni tra le quali proprio quelle funzionali al biometano. Sempre in Spagna, abbiamo stretto accordi locali con le città di Barcellona e Jérez de la Frontera, e avviato il dialogo con Madrid, per alimentare i parchi auto proprio con il biometano. Gli accordi con i “produttori locali” di biometano, ottenuto con l’utilizzo di acque reflue e rifiuti organici, servono ad averne discreta disponibilità con costi di produzione bassi e permettono a tutti noi di contribuire attivamente all’economia circolare. Consideri che abbiamo calcolato che tutti rifiuti organici di Barcellona potrebbero garantire a tutti i suoi taxi di circolare a biometano. Questo potrebbe comportare una svolta nella gestione dei rifiuti da parte delle Amministrazioni locali.

In Italia avete trovato “orecchie sensibili” a questa tipologia di accordi?

Io sono italiano e quindi credo molto nel mio Paese. E sono convinto che ognuno di noi possa contribuire con la propria forza a migliorarlo. Certo, in questo momento non è ancora chiaro quale sia il percorso che dobbiamo fare…Tutti parlano di elettrico, ma bisogna capire come sviluppare questo tipo di tecnologia: il nostro Gruppo spinge molto per la mobilità elettrica e, contemporaneamente, sarebbe auspicabile che ci si muovesse di più anche verso le fonti alternative come il biometano, poiché in Italia esistono moltissimi territori che in questo momento sono gravati dall’inquinamento di alcuni materiali di scarto delle loro produzioni e che potrebbero diventare una fonte per produrre biometano. L’Italia ha tantissime risorse e noi, con l’aiuto di Snam, stiamo cercando dei governi locali che ci possano supportare in tal senso. E siamo ottimisti!