All’Arsenale di Venezia, con la Marina Militare, si parla di GNL

Al seminario, organizzato dalla Marina Militare Italiana, si è parlato del progetto di Cooperazione Territoriale Interreg Adrion – NEORION

Giugno 24, 2019

Nella Sala Modelli dell’Arsenale di Venezia, nell’ambito del Salone Nautico, la Camera di Commercio di Venezia Rovigo e la Marina Militare hanno organizzato il 20 giugno un seminario su cantieristica navale e nautica sostenibile, in relazione al Progetto europeo NEORION - Promotion of green maritime technologies and new materials to enhance sustainable shipbuilding in Adriatic Ionian Region.

Il Neorion, attraverso il Programma Interreg Adrion, ha l’obiettivo di costituire un raggruppamento all’interno della zona adriatico-jonica, che vede coinvolte Italia, Slovenia, Croazia Grecia, Albania, Serbia, Montenegro e Bosnia Erzegovina, sul tema del Green Shipbuilding al fine di potenziare il settore cantieristico navale nel rispetto della sostenibilità ambientale anche attraverso le nuove tecnologie. Le principali attività del progetto sono l’analisi dell’attuale status quo dei cantieri e delle tecnologie marittime, la condivisione di conoscenze e tecnologie tra le imprese per potenziare l’innovazione dell’intero comparto, l’istituzione di una “rete” transnazionale tra imprese e ricerca, e l’implementazione di piani strategici a sostegno della costruzione navale sostenibile con tecnologie marine innovative.

Alla Marina Militare italiana, partner del Programma Interreg Adrion nell’ambito del Progetto Neorion, e attualmente unica forza militare compliance con la Convenzione Marpol 73/78 - una tra le più importanti convenzioni ambientali internazionali nata con lo scopo di ridurre al minimo l’inquinamento del mare - era riservato lo spazio della prima mattina nel quale, dopo il saluto di benvenuto del Contrammiraglio Andrea Romani, Comandante dell’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia, e quello dell'Ammiraglio di Squadra Donato Marzano, Comandante in Capo della Squadra Navale, si sono succeduti quattro interventi.

Il primo, tenuto dal Capitano di Fregata Antonio Bignone del Genio Navale, ha illustrato il “Progetto Flotta Verde”, fatto in collaborazione con Eni, nel quale è stato sviluppato un combustibile che contiene fino al 50% di componenti rinnovabili soddisfando, nel contempo, le severe specifiche NATO per i combustibili ad uso militare. Il Progetto Flotta Verde, però, si esplicita anche attraverso opportune scelte adottate in sede di creazione di infrastrutture e impianti appositamente progettati per ridurre l’impatto ambientale, come il cold-ironing, l’impiego dell’illuminazione a LED, quello di combustibile a bassissimo tenore di zolfo, l’impiego di sistemi per il post trattamento dei gas di scarico, la diffusione della cultura del risparmio energetico; e ancora: l’uso di rivestimenti a ridotta adesione di vegetazione e senza rilascio di biocidi, l’impiego della propulsione elettrica per le medie e basse velocità, e un’attenta gestione dei rifiuti a bordo delle navi. Con navi eco-efficienti la Marina Militare italiana intende contribuire al raggiungimento degli impegni assunti da nostro paese e dall’Unione Europea sul contenimento delle emissioni d’inquinanti atmosferici e dei gas ad effetto serra, riducendo il consumo di derivati petroliferi e diversificando le opzioni possibili per i combustibili da trasporto.

Il secondo intervento, ancora più tecnico, ha riguardato il brevetto Hull Vane ed è stato illustrato dall’ingegner Carlo Naddeo della Rigelhitech: questa soluzione tecnica innovativa olandese, di cui l’Azienda è agente esclusivo per il territorio italiano, consiste in un’appendice fissa, simile ad un alettone rovesciato, da installare nella zona poppiera dello scafo (vedi filmato sopra) . Primi benefici di questa installazione sono il risparmio di carburante e il miglioramento della tenuta al mare. Entrando più nello specifico, questa specie di alettone genera un’ottimizzazione della spinta propulsiva con vantaggi in termini di aumento della velocità o maggior autonomia di navigazione. Inoltre, l’effetto diretto di “riduzione dell’onda” comporta una significativa riduzione dei consumi e una contestuale minore emissione di CO2. Infine, con la correzione dell’assetto e quindi la riduzione del beccheggio, questo alettone consente un maggiore conforto della navigazione, rendendo anche più semplici le operazioni di atterraggio dei velivoli sul ponte di volo delle navi.

Gli ultimi due interventi hanno avuto come protagonista assoluto il GNL: è ormai chiaro a tutti il ruolo chiave che il gas liquefatto sta assumendo nell’ambito della mobilità sostenibile e, quindi, nel trasporto marittimo e in quello stradale pesante, al fine di ottenere una significativa riduzione di CO2 e delle polveri sottili. Con l’ingegner Rita Caroselli, Direttore di Assogasliquidi/Federchimica, associazione di Confindustria che rappresenta l’intera filiera del comparto dei gas liquefatti, abbiamo potuto capire come il mercato globale del GNL sia in pieno fermento, e quanto, analogamente, la domanda di questo prodotto per il settore dei trasporti marittimi sia in netta ascesa, complici le politiche di salvaguardia ambientale, che individuano nel GNL una delle possibili soluzioni per un trasporto sostenibile. Le aree di operatività dell'attuale flotta propulsa a GNL, unitamente a quelle degli investimenti già posti in essere, individuano i mari europei come principali scenari di sviluppo. Caroselli ha evidenziato quanto la realizzazione di un'infrastruttura di approvvigionamento nazionale sia uno dei requisiti fondamentali per aumentare la competitività dei porti italiani, consentendogli di recitare, in futuro, un ruolo di primo piano.

A “raccogliere il testimone” su questo ultimo punto analizzato da Assogasliquidi, c’è Edison SpA, ad oggi unico importatore di GNL di lungo termine in Italia che riesce a garantirne una disponibilità continua e duratura grazie ad un portafoglio diversificato e all’apertura di un nuovo canale di approvvigionamento dagli Stati Uniti in aggiunta a quello esistente dal Qatar. Infatti il quarto ed ultimo intervento dell’ingegner Valentina Infante, Head of Small Scale LNG Business di Edison, ha mostrato come la Società stia concretizzando la prima catena logistica completa per lo small scale (impianti di piccola scala, n.d.R.) in Italia, con un progetto che prevede la realizzazione, insieme con PIR - Società petrolifera Italo Rumena - di un sistema di depositi costieri, a partire dall’impianto di Ravenna, e la costruzione di una nave di piccola taglia per il rifornimento dei depositi.

A gennaio di quest’anno è stato inaugurato il cantiere e, a partire dal 2021, l’Italia avrà la sua prima infrastruttura per la caricazione del GNL destinato ai trasporti marittimi e pesanti. Nell’Alto Adriatico sarà quindi possibile effettuare il bunkeraggio di GNL per navi da crociera, traghetti e portacontainer. Ma Edison non intende fermarsi al solo impianto di Ravenna: intende realizzarne un altro a Napoli, sta analizzando l’opportunità di edificarne uno a Brindisi, e ha avviato un iter di autorizzazione ad Oristano. È dunque grande l’attenzione, l’aspettativa di business nonché la volontà dei nostri player più importanti di raggiungere quegli obiettivi di salvaguardia ambientale che l’Italia si è data con la “soluzione GNL”.